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Misure anti Covid-19 per la sicurezza dei cantieri: il protocollo

Con il D.P.C.M. nr. 108 del 24 aprile 2020 è stato approvato il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro. L’Allegato 7 indica tutte le prescrizioni da adottare all’interno dei cantieri e tutte le prescrizioni del datore di lavoro per prevenire il contagio.

Le principali indicazioni per la sicurezza dei cantieri

Di seguito si riportano le principali introduzioni previste dal D.P.C.M.:

  • limitazione degli spostamenti all’interno e all’esterno del cantiere, contingentando l’accesso agli spazi comuni anche attraverso la riorganizzazione delle lavorazioni e degli orari del cantiere;
  • favorire il lavoro a distanza anche nella fase di progressiva riattivazione del lavoro in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione, ferma la necessità che il datore di lavoro garantisca adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività (assistenza nell’uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause);
  • rispetto del distanziamento sociale, anche attraverso una rimodulazione degli spazi di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e con le dimensioni del cantiere;
  • per gli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente potranno essere assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile in relazione alle lavorazioni da eseguire rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, siano adottati strumenti di protezione individuale;
  • il coordinatore per la sicurezza nell’esecuzione dei lavori, ove nominato, deve provvedere ad integrare il Piano di sicurezza e di coordinamento e la relativa stima dei costi. I committenti,attraverso i coordinatori per la sicurezza,devono vigilare affinché nei cantieri siano adottate le misure di sicurezza anti-contagio;
  • ridefinizione degli orari differenziati che favoriscano il distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orari;
  • evitare aggregazioni sociali anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa (commuting), con particolare riferimento all’utilizzo del trasporto pubblico. Per tale motivo andrebbero incentivate forme di trasporto verso il luogo di lavoro con adeguato distanziamento fra i viaggiatori e favorendo l’uso del mezzo privato o di navette.

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Linee guida per la classificazione, la valutazione ed il monitoraggio dei ponti

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP) insieme al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti hanno pubblicato le Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti. Inizialmente il testo sarà applicato in via sperimentale e supervisionato dal Consiglio Superiore per poi successivamente reso obbligatorio a concessionari e enti territoriali.

Le novità del testo

Le Linee Guida si dividono in tra parti:

  • censimento e la classificazione del rischio;
  • verifica della sicurezza e la sorveglianza;
  • monitoraggio dei ponti e dei viadotti esistenti.

Il testo chiarisce che per ponti e viadotti si intendono le costruzioni, aventi luce complessiva superiore ai 6.0 m, che permettono di
oltrepassare una depressione del terreno o un ostacolo, sia esso un corso o uno specchio d’acqua, altro canale o via di comunicazione
o una discontinuità naturale o artificiale. Tramite le indicazioni fornite sarà possibile effettuare il censimento, le ispezioni e la classificazione, e valutazioni puntuali, di complessità maggiore, concentrate su singoli manufatti.

I livelli di analisi

L’approccio multidisciplinare previsto prevede più livelli, nello specifico:

  • Livello 0 censimento di tutte le opere e delle loro caratteristiche principali mediante la raccolta delle informazioni e della documentazione disponibile;
  • Livello 1 esecuzione di ispezioni visive dirette e il rilievo speditivo della struttura e delle caratteristiche geo-morfologiche ed idrauliche dell’area;
  • Livello 2 consente di giungere alla classe di attenzione di ogni ponte, sulla base dei parametri di pericolosità,
    vulnerabilità ed esposizione;
  • Livello 3 esecuzione di valutazioni preliminari se sia necessario procedere ad approfondimenti
    mediante l’esecuzione di verifiche accurate di Livello 4;
  • Livello 4 prevede l’esecuzione di valutazioni accurate sulla base di quanto indicato dalle NTC 2018;
  • Livello 5 si applica ai ponti considerati di significativa importanza all’interno della rete, opportunamente individuati.

Per maggiori dettagli leggi il testo completo.

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Laboratori per prove e controlli sui materiali, su strutture e costruzioni esistenti

Nel capitolo 11 delle Norme Tecniche delle Costruzioni (NTC 2018) vengono riportate le indicazioni in merito ai materiali e alla loro caratterizzazione per l’uso strutturale. In particolare la normativa, per le prove distruttive, prevedono che il prelievo dei campioni e l’esecuzione delle prove stesse devono essere effettuate a cura di un laboratorio in ottemperanza all’art. 59 del dpr 380/2001. Le prove di accettazione in cantiere sul calcestruzzo e le eventuali prove complementari, carotaggi compresi, devono essere eseguite e certificate dai laboratori sempre conformi all’art. 59 del dpr 380/2001.

Le novità con lo sblocca cantieri sui laboratori

La Legge 14 giugno 2019, n. 55 ha apportato diverse modifiche al Codice appalti (dlgs 50/2016) ed al Testo unico per l’edilizia (dpr 380/2001). In particolare la modifica all’art. 59 del dpr 380/2001 che modifica le competenze dei laboratori ufficiali le prove e i controlli su materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti, come previsto dalle NTC 2018. Vengono quindi riconosciuti laboratori per le prove non distruttive realtà professionali che non rientravano nell’elenco speciale previsto dal Ministero. I laboratori ufficiali infatti sono:

  • universitari;
  • di Scienza delle costruzioni del Centro studi ed esperienze dei servizi antincendi e di protezione civile di Roma;
  • dell’Istituto sperimentale di Rete ferroviaria italiana SPA;
  • del Centro sperimentale dell’Ente nazionale per le strade Anas di Cesano.

La Circolare esplicativa alle NTC 2018 evidenzia come l’esecuzione delle prove possano essere effettuate anche da laboratori esterni, che abbiano ricevuto il nulla osta e la certificazione da parte del Servizio Tecnico Centrale.

Il Consiglio Superiore Lavori Pubblici con il Servizio Tecnico Centrale ha approvato nello scorso anno la Circolare 3 dicembre 2019 n. 633/STC. Tale documento denominato “Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori per prove e controlli sui materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti di cui all’art. 59, comma 2, del D.P.R. n. 380/2001” definisce i criteri autorizzativi.